Mettersi in proprio: consigli per imprenditori giovanissimi

Consigli per i giovani che vogliono mettersi in proprioIl mercato lavorativo di oggi, a causa delle evidenti problematiche occupazionali, spinge i giovani ad intraprendere strade autonome. Questo fenomeno si dilaga per l’ormai lunga attesa di essere assunti per un posto di lavoro, e ha spinto molti disoccupati a realizzare i propri sogni in piena autonomia. Tante possono essere le strade palpabili: dal franchising al web, dal lavoro da casa all’agenzia immobiliare o matrimoniale, e tante altre ancora.

Il franchising: un’idea semplice e sicura.

Attualmente è sempre più difficile scegliere di investire. Per quanto un’attività in proprio possa rappresentare un obiettivo importante di concretizzazione del proprio lavoro, comporta comunque un investimento iniziale da affrontare. Uno dei modi per investire in modo sicuro e, soprattutto, non con cifre elevate è il franchising. Questo settore riduce notevolmente anche i dubbi sul successo o meno delle attività in quanto basta scegliere il marchio ideale a cui affiliarsi e studiare un location ideale. Alla base della scelta di un franchising, deve esserci un’attenta analisi delle proprie esperienze e competenze, mescolate alle aspettative future e al livello delle condizioni iniziali di partenza. Esistono diverse tipologie di franchising, tra cui quella industriale, di servizi e di distribuzione. Una volta scelta la propria strada, è utile sempre ricordare alcune regole importanti. Tra queste, di primaria importanza è quella relativa alla conoscenza preliminare dei negozi affiliati dello stesso marchio che si è scelto. E’ sufficiente chiedere a chi già lavora nello stesso settore ed esaminare il mercato attraverso le vendite concrete di medio lungo termine. E’ assolutamente necessario non perdere la razionalità per poter anche scegliere il luogo ideale in cui aprire la propria impresa. Uno degli errori comuni è quello di affidarsi ad un marchio solo perché noto. E’, infatti, estremamente difficile capire l’andamento futuro di ogni singolo marchio e tutte le variabili che ne favoriscono lo sviluppo. Chi vende il marchio (franchisor) si assicura sempre delle competenze del nuovo affiliato e mostra nel dettaglio tutte le attrezzature necessarie per lo start-up. Aprire un franchising significa di certo aprire un’attività propria ed autonoma, ma allo stesso tempo si è parti di un unico gruppo che, attraverso il confronto, cerca di migliorarsi e di determinare in anticipo lo sviluppo futuro delle vendite.

Aprire una propria attività: errori da non commettere

Alla base dell’apertura di un attività in proprio c’è anche la motivazione. Essa racchiude tutte le aspirazioni ed esperienze personali da valutare attentamente. Uno degli aspetti più importanti da valutare per l’apertura e lo sviluppo di una propria impresa, è legato solo ed esclusivamente a se stessi. Aldilà delle esigenze di capitale, un neo-imprenditore deve essere pronto psicologicamente ad assumersi i rischi e ad affrontare problemi legati a frustrazioni, stress e delusioni. Altro fattore importante è non perdere mai la lucidità verso il cliente e dipendenti, basandosi su una grande capacità organizzativa che ne faccia da guida. Il successo di un’attività deriva da un studio attento del mercato concorrenziale concentrandosi sul servizio al cliente che oggi fa la vera differenza. Tutte le intenzioni devono essere ben chiare e le decisioni devono rispecchiare ciò che si vuole realmente dalla vita e non una semplice attesa nell’intanto che arrivi un posto di lavoro diverso o dipendente.

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Dalla scuola al lavoro: gli istituti professionali

Il passaggio dalla scuola al lavoroNella società di oggi, per un giovane, è sempre più difficile scegliere la strada didattica da intraprendere. Si è sempre più invasi da profonde confusioni dettate dai problemi occupazionali di oggi. La scuola secondaria superiore è il primo trampolino verso la formazione e la scelta verte sempre di più verso gli istituti professionali. L’istituto professionale è visto come un percorso finito e rapido per l’inserimento dello studente nel mondo del lavoro.

Le caratteristiche degli istituti professionali

Gli istituti professionali rappresentano l’istruzione intesa, non solo come conoscenza generale, ma soprattutto tecnica e sono, senza dubbio, in grado di fornire vasta preparazione, dando allo studente un’identità ben distinta. Una delle caratteristiche peculiari risiede in progetti formativi specializzati che vedono anche l’importante alternanza tra i mondo della scuola e quello del lavoro. Attraverso percorsi didattici specifici, gli studenti vengono subito proiettati al mondo del lavoro e a legame con il territorio. Per ottenere il diploma professionale è necessario frequentare cinque anni l’istituto, divisi in tre parti fondamentali a seguito della Riforma Gelmini. Dall’anno accademico 2010-2011, infatti, i primi due bienni si concentrano sui pilastri fondamentali dell’istruzione generale e professionalizzante. Con il quinto anno, si approfondisce la propria specializzazione in base a due settori principali. Il primo raggruppa il settore dei servizi, distinto in vari indirizzi; il secondo, invece, riguarda il mondo dell’artigianato e dell’industria, distinto in due indirizzi specifici. Da questi indirizzi principali, si diramano altre articolazioni specialistiche. Al termine del percorso di studi, a seconda dei propri risultati, gli studenti avranno conoscenza di materie umanistiche e tecniche, con particolare attenzione alla comunicazione multimediale. Abbastanza articolata è, tra l’altro, anche la preparazione in diverse altre materie come l’economia, ma, soprattutto, gli studenti saranno in grado di riconoscere i vari strumenti operativi atti alla produzione di beni e servizi. Alla base di tutto c’è l’elemento fondamentale secondo il quale le scuole professionali preparano i giovani al mondo del lavoro, rispondendo ad una costante analisi di ciò che il mercato offre. Secondo uno studio statistico, la domanda da parte di imprese di diplomati professionali è aumentata tra il 2010 ed il 2011 di circa il venti per cento. I dati sullo stato occupazionale, inoltre, vede i diplomati professionali tra i primi in classifica.

L’importanza dell’alternanza scuola-lavoro

Gli istituti professionali, in collaborazione con le politiche regionali del lavoro, istituiscono dei percorsi formativi già di inserimento aziendale. Nel settore turistico, ad esempio, vengono creati dei veri e propri percorsi in stage presso strutture convenzionate che operano soprattutto nel periodo estivo. Lo stage con il quale vengono inseriti gli studenti è uno strumento importante per un duplice aspetto. Da un lato i giovani hanno modo di iniziare a toccare con mano la praticità degli argomenti appresi, dall’altro alle aziende non comporta costi elevati. Ogni Regione istituisce dei collegamenti con il mercato del lavoro e le scuole collocano gli studenti. Una particolarità interessante è quella della possibilità di adoperare il metodo denominato “Impresa Formativa Simulata”. Questa particolare metodologia si basa su una vera e propria simulazione nella progettazione e creazione di un’azienda e la relativa gestione. Questa simulazione avviene con imprese virtuali del mondo del web, assistite però da imprese reali.

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Comprare materiale scolastico online per risparmiare

Comprare online e risparmiare Ogni anno scolastico espone le famiglie ad ingenti spese per sostenere materiali e, soprattutto, libri scolastici per i propri figli. L’obiettivo comune è, quindi, quello di riuscire a risparmiare almeno qualcosa attraverso diversi metodi spesso proposti dagli insegnanti e dalle diverse scuole. Alcune azioni sono state promosse proprio dal Ministero della Pubblica Istruzione e da Codacons che ha creato una lista di utilissimi consigli da seguire per risparmiare.

I consigli di Codacons per affrontare le spese scolastiche

Codacons, che si occupa dei diritti dei consumatori, ha stilato una sorta di elenco di ciò che potrebbe giovare al risparmio in merito alle spese sostenute per la scuola. Il Ministero della Pubblica Istruzione ci aveva provato bloccando per diverso tempo l’adozione di libri ti testo nuovi: cosa che non ha portato a grossi risultati in quanto, sebbene i testi restino invariati, i prezzi stampati in copertina lievitano comunque di anno in anno. Tra i vari consigli del Codacons ritroviamo il confronto che va fatto tra vecchie e nuove edizioni dei libri di testo: spesso la differenza, essendo minima, permette di utilizzare tranquillamente la vecchia edizione, senza spendere soldi inutili. Altro consiglio utilissimo è quello relativo all’acquisto di libri di “seconda mano”. Oggi è molto diffusa questa usanza proprio perché spesso i testi usati si presentano in ottime condizioni e rappresentano un mercato che consente anche di vendere i propri libri usati, sostenendo ulteriormente le spese. A questo proposito, sono ormai molto noti i mercatini dell’usato e le bacheche virtuali che offrono tantissimi titoli di testi usati. Anche le scuole si muovono, sempre di più, in questa direzione: promuovono lo scambio di libri usati negli anni precedenti stesso tra i propri studenti. Grande attenzione deve essere data anche al rispetto del tetto massimo di spesa che il Ministero della Pubblica Istruzione stabilisce: si tratta di un limite massimo di spesa stabilito che non può essere superato dagli enti scolastici. Il mondo delle biblioteche potrebbe, dal suo canto, apportare un ulteriore aiuto: queste, infatti, ubicate nelle rispettive città, offrono la possibilità di usufruire di tantissimi testi gratuitamente. Codacons propone ancora tre consigli importanti: l’acquisto dei libri in rete: più economici perché non cartacei, la pubblicazione di libri in piccoli fascicoli da acquistare gradualmente dilazionando la spesa ed, infine, promuove l’acquisto all’ingrosso da parte delle scuole in modo tale che queste possano offrire, loro stesse, libri e materiali a prezzi più convenienti.

Il caso del Preside della Scuola di Pisa

In merito alla lotta al contenimento dei costi su materiali scolastici, un esempio singolare è offerto dal Preside dell’Istituto “Pacinotti” della città di Pisa. Quest’ultimo ha diffuso l’uso di vere e proprie dispense stilate da parte dei docenti da distribuire agli studenti come strumento di studio che sostituisce in pieno l’uso dei classici libri. Gli studenti, infatti, a costi molto bassi, potranno acquistare tali dispense che saranno create e distribuite dai docenti con una cadenza di due mesi. La cosa che più ha entusiasmato il corpo docente è rappresentata dalla possibilità di redigere un programma di studi personalizzato sulle esigenze della singola classe per così rispondere meglio alle eventuali lacune.

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Quale università? A chi chiedere consiglio

Come orientarsi per l'universitàLa scelta universitaria è di notevole importanza proprio perché l’università prepara i diplomati ad approfondire le conoscenze per poter così svolgere la professione ideale. Rispetto al passato, oggi, esistono tantissimi indirizzi di studio e, questo, ha generato molta confusione soprattutto nell’atto della scelta. Le strade sono svariate e si differenziano a seconda dell’indirizzo scelto.

Il problema della scelta universitaria

Se c’è una cosa difficile oggi è sicuramente quella della scelta universitaria. Il tutto nasce a causa di tutta una serie di interrogativi che, a seguito del diploma, si presentano di fronte la propria strada. Nascono paure, disagi ed insicurezze dettate dai nostri sogni che spesso vanno in contrasto con il mondo del lavoro. Se può, paradossalmente, ritenersi superabile un errore relativo alla scelta della scuola superiore, questo potrebbe rivelarsi davvero pericoloso, se lo si ripetesse in ambito universitario in quanto comporterebbe ritardi e difficoltà notevoli. La scelta universitaria dovrebbe rappresentare anche i propri gusti ed inclinazioni: solo in questo modo il traguardo può essere raggiunto con consapevolezza e passione. Oggi il mercato del lavoro però condiziona le scelte dei candidati spesso portati a frequentare corsi di studi brevi e ben definiti e che offrono, quindi, maggiori possibilità di inserimento nel mondo del lavoro. Basta fare un giro tra i social network, leggere articoli su internet o libri specializzati per comprendere la confusione che oggi divampa. I consigli più comuni sono quelli che spingono alla scelta che offre maggiore lavoro, indipendentemente dalla propria vocazione. Si leggono consigli, ad esempio, che invitano a scegliere un percorso come quello di scienze infermieristiche perché breve e ben inserito nel mondo del lavoro. Questo contrasta, però, chi sostiene che i percorsi di studio, ed in particolare alcuni, devono essere scelti perché sentiti: diventare infermiere non significa lavorare subito ma deve basarsi sulla sensibilità giusta e naturale di aiutare il prossimo: caratteristica non acquisibile attraverso un piano di studi.

Come scegliere la facoltà universitaria giusta

Oggi tutti gli atenei e poli universitari offrono possibilità di orientamento notevoli. Esistono anche enti esterni che, non solo si dedicano alla guida alla scelta, ma si interessano di inserire nel web i curriculum vitae di laureati in cerca di lavoro. Uno dei servizi più sviluppati è quello promosso da “Almalaurea” che, con il benestare del Ministero della Pubblica Istruzione, si prodiga notevolmente nella sfera dell’orientamento alla scelta universitaria. Questa società di servizi mette a disposizione un percorso specializzato realizzato da un gruppo di psicologi , informatici e sociologi che, attraverso test e analisi psicoattitudinali, cercano di mostrare ai diplomati quale percorso è più congeniale in base a dati ricavati. Interessanti sono anche gli spazi che questo ente dedica alle mille domande che invadono la scelta di un incerto. Esistono studi statistici importanti che rilevano tantissime interessanti risposte a quesiti che vanno dal problema della compatibilità degli studi con un eventuale lavoro a quello relativo alla tempistica necessaria per laurearsi. L’usanza più comune oggi, comunque, si basa su informazioni richieste direttamente ai vari atenei. La maggior parte dei diplomati, una volta scelta la sfera relativa agli studi che si desidera affrontare, si rivolge direttamente ai poli universitari per chiedere approfondimenti in merito.

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I percorsi per capire la propria professione ideale

Come scegliere il proprio futuroNel mondo di oggi è sempre più complicato capire quale professione si addice di più ai propri desideri. Il lavoro subisce di continuo cambiamenti repentini e spesso le aspirazioni personali devono adeguarsi a ciò che il mercato offre, quasi stravolgendone gli obiettivi. Tutto questo causa molta confusione e, di conseguenza, la creazione di centri di studio, con relativi seminari e test, destinati all’individuazione delle inclinazioni al fine di scegliere il percorso di studi più consono.

Alcuni consigli importanti per scegliere il proprio mestiere

Una cosa certa è che oggi, trovare un lavoro ideale, non è affatto semplice. Spesso ci si illude di avere scelto la strada giusta per poi ritrovarsi legati ad un settore sbagliato senza riuscire a risolvere la situazione. Svolgere il lavoro dei propri sogni è una concessione per pochi “eletti” e necessita di un lungo processo formativo alla base del quale deve esserci la certezza di ciò che realmente si desidera. Ciò che può aiutare di sicuro è il servizio di consulenza che, seppur non è assolutamente in grado di fornire un posto di lavoro ideale, può in ogni caso guidare verso la scelta giusta. Uno degli errori frequenti è quello di basare la propria scelta professionale in base alla ricerca dei lavori più richiesti. Questo non è certamente sbagliato, ma nessuno assicura che l’offerta di lavoro più sviluppata oggi sia anche quella del futuro. Il primo passo importante da compiere, dunque, è la scelta della professione più congeniale, sulla quale basare un percorso ben strutturato di studi al fine di svolgere una mansione che soddisfi, non solo da un punto di vista economico, ma anche professionale. Di fronte a tutto questo di sicuro il sistema scolastico italiano aiuta poco. Spesso si è costretti a fare scelte importanti già in età prematura, alle scuole medie, spinti da interessi genitoriali o di amici, portando spesso lo studente ad intraprendere strade sbagliate.

I servizi orientativi

Attualmente esistono diversi enti che si occupano di definire, attraverso incontri e seminari, le inclinazioni degli studenti. Le stesse scuole superiori e poli universitari organizzano meeting diretti alle persone che devono ancora definire la propria scelta professionale. Vengono formulati veri e propri test psicoattitudinali lontani da qualsiasi consiglio o spinta da parte di docenti o parenti. Oltre ai poli di studio, un lavoro interessante viene svolto anche dai centri per l’impiego o “informagiovani”, presenti presso tutti i comuni italiani, e dalle agenzie di lavoro interinale. Queste ultime, oltre a capire le inclinazioni dei candidati, attraverso dei test mirati, cercano di studiare anche in quale fascia oraria si è maggiormente produttivi. Un particolare importante che serve proprio a scegliere il mestiere giusto da svolgere durante il giorno oppure la sera. Il recarsi ai job meeting, organizzati periodicamente in diverse città italiane, può essere ancora di più un modo per confrontarsi in prima persona con le aziende che offrono lavoro e delineare un percorso. Interessante è sicuramente la strada formativa offerta dalla scuola di comunicazione IULM che, grazie ad uno strumento interattivo della Microsoft, propone un test innovativo di orientamento dedicato a laureati e laureandi.

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